Terra... Acqua... Aria... Fuoco

17 ott 1996
di Mario Giacomelli

Paolo Righi lascia galleggiare, nella sua forma linguistica, i frammenti della sua creatività su una superficie materica, incisa, per darci immagini estremamente interiorizzate e cariche di vitalità spirituale aperta all'immaginario.
Nel tessuto narrativo di Righi, nella materia corposa, nel colore-segno-luce si rigenerano e si trasformano in vibrazioni indefinite le sue immagini rinnovate dalle possibilità espressive e del valore delle forze dell'inconscio.
Righi riesce ad organizzare lo spazio in un interno costruttivo a diretto contatto con la mente per poi restituirlo come emozione di uno stato d'animo, come originale costruzione visiva, come tensione poetica e spessore di vita, dove tutto diventa altro in una energia nuova.

Temporale con Creature - tecnica mista su tavola

Mario Giacomelli


Su vetuste porte e vecchie ante

03 mag 1995
di Mario Falessi

GattoSu vetuste porte e vecchie ante, su tavole e tele che riecheggiono stagioni trascorse Paolo Righi costruisce il suo mondo pittorico, nobilitando e ringiovanendo la temporale e vissuta annosità della materia. E lo fa con colori insolitamente freschi, algidi, albeggianti, traendo ispirazione dalla natura che lo circonda, da quel pittoresco mondo collinare in mezzo al quale egli vive e opera.
Le visioni reali vengono però trasfigurate dalla versatile fantasia dell’artista, che popola un mondo esibente amene colline e sparsi casolari con creature estranee alla dimensione del reale, originate e alimentate dal sogno.
Oniriche debordanze di forme morbide in creature che sembrano involate come geni da magiche lampade di fiabe orientali, voluttuosamente espanse, dolcemente adagiate, incredibilmente fluttuanti come aerre pavonie, e poi animali, il toro, il cavallo, e biciclette.
Esterefatte mescolanze di vero e d’immaginifico, finiscono per fondersi in un universo armonico. Un universo che si anima e vive tranquillamente di insiemi, di verità sperimentate, vissute con ricità di trasfigurazioni immagini native e fanciullesche.
Racconti rapsodici dell’essere e del fantasticare, verbalizzati con frasi dalla strana ed inconsueta grafica, con l’uso protervo di consonanti come l’acca e la cappa in parole che non le prevedono affatto.

Mario Falessi


Paolo Righi apparve al gianicolo...

06 feb 1996
di Eligio Fulli

AngeloPaolo Righi apparve al gianicolo in una fredda giornata di febbraio del '95.
Era con cappotto, sciarpa e cappello, scuro in volto.
Pensai “sembra il passator cortese”.
Si presentò. Voleva far vedere a qualcuno i suoi dipinti.
Neanche un sorriso, con aria arrogante, guardava sempre di traverso.
Mi infastidiva molto.
Presi a provocarlo. Rispondeva in modo evasivo, cercava di controllarsi.
Ogni tanto si arrabbiava e allora mi guardava dritto negli occhi ed io temevo mi scagliasse sulla testa qualche oggetto.
“mi faccia vedere i suoi lavori” chiedo.
“se non le interessano vado via” replica.
“ma come faccio a dire qualcosa se non vedo”.
“va bene me ne vado” dice.
“Sono irritato, visto che è venuto fino qui, forse è meglio che vediamo” azzardo in tono ironico.
Si convince malvolentieri.
Mi mostra i lavori.

Di colpo mi diventa simpatico, simpaticissimo.
I dipinti sono belli, candidi, ingenui, freschi e delicati, raffinati e pieni di fantasia. È un artista.
Ho saputo poi che la madre è toscana ed ho pensato che forse il suo lavoro, che ricorda tanto la poetica geometria luminosa delle chiese toscane del rinascimento, nasce dalle sue origini senesi.
Il padre invece era romagnolo ,ed ecco che torna il “passator cortese”.
Per il momento siamo diventati amici e sono felice di organizzare il suo battesimo di pittore con questa mostra personale.

Tanti, tanti cari auguri, Paolo.
Eligio Fulli